2016

QUASI SUPERFICIE | DISTACCATO


Frame(minuto 01:08) selezionato dal video 'quasi superficie | distaccato' progetto  realizzato a maggio 2015 durante il volo in deltaplano, 

Stampa xerografica su hahnemèhle  (1 di 5)

cm 43x28(dimensioni esterne)- cm 9x13(foto) 

QUASI NIENTE | ECONOMIA DOMESTICA


(...)Vi racconto un giorno di cronaca inattuale, poco rilevante nella cronologia degli eventi mondani, un giorno di riflessione egocentrica, sviluppista e dall’ aria spiritualista. Niente di tutto questo. Vi racconto qualcosa d’altro. Forse solo questo e niente di tutt’altro. Vi racconto un giorno estratto da una cronologia autobiografica o dalla biografia di qualcun’altro. Non lo so di chi è questo racconto e non mi interessa saperlo. E’ mio, è tuo, forse di qualcun altro o di nessuno. Niente di tutto questo. E’ qualcosa d’altro. E’ questo. Punto. E’ questo punto. A questo punto non non mi resta che raccontavelo.

Descrivo ma non mollo / 

Quasi niente | Economia domestica è un progetto il cui processo artistico è composto da una prima fase caratterizzata dalla consumazione (critica) dell’ortaggio, in particolare della lattuga romana, poi da una seconda che vede invece la rigenerazione del torsolo (scarto) di lattuga che altrimenti andrebbe gettato. Mi spiego meglio. Dopo aver mangiato la lattuga, viene riposto il torsolo (scarto) all’interno di un recipiente di vetro contenente 1 cm di acqua al suo interno. Posto il recipiente in un luogo ben illuminato dal sole, non ci resta che attendere il corso della sua ricrescita, vaporizzando ogni tanto la parte superiore del torsolo. In circa due settimane compariranno le prime radici e le piccole foglioline nella parte superiore dello scarto. Non appena lo scarto è rigenerato, si passa alla terza fase del processo, ovvero quella in cui bisogna  interrare il torsolo all’interno del vaso, lasciando scoperte le foglioline. In poco tempo la scarto sarà completamente cresciuto. La quarta fase del processo sarebbe stata quella di una raccolta della pianta non più scarto bensì ormai ortaggio commestibile. Ciò non avviene perché la quarta fase del progetto prevede la crescita della pianta senza la sua raccolta. E’ un fase caratterizzata da un atteggiamento dedito al non fare. Si lascia che la pianta faccia il suo corso evolutivo, biologico, vitale. Se ne osserva il corso degli eventi, la vita e la morte della stessa. E’ un processo incompleto, economicamente. A fine processo, una fine imposta, fittizia (perché non esiste una fine), la pianta è sdradicata dal suo terreno per diventare qualcos’altro. Le foglie secche sono triturate finemente sino a formare un pigmento che sarà utilizzato come colore per dipingere su tela con la tecnica della tempera grassa (all’uovo). Ogni tela sarà accompagnata da un libro fotografico rilegato personalmente a mano nel quale è raccolto l’intero processo e un foglio di carta riciclata (quella utilizzata per la carta pesta) ripiegata su se stessa a formare un quadrato pari alla dimensione della tela, nel quale è riposta per ogni foglio una delle foglie secche, tenute da spilli e nominate con il loro nome scientifico (Lactuca sativa L.)Queste componenti saranno assemblate insieme all’interno di una semplice scatola richiudibile di cartone secondo una composizione austera e umile. Un elastico ne sigillerà la chiusura.

LA PACE DURATURA E' IL VERO PROFITTO


Progetto in comunione con Giulia Gazza. Frutto di una residenza - Non curatevi di noi - presso Via Murat Art container / II piano (un programma di residenza sperimentale, un'iniziativa autonoma autosostenuta in maniera indipendente, creata da artisti per artisti, con sede nella provincia del sud Italia - Palagiano / TA - Puglia).

E'un libro, una raccolta. Un raccolto è forse la forma più consona. Con le foto piccole piccole e una scatola bianca. La qualità? Che cos' è la qualità?La qualità. La qualità. La qualità. Sempre e solo la qualità. Anche.E noi? E allora cosa devo fare? Cosa dobbiamo fare?

http://viamuratartcontainer.wixsite.com/center/2piano https://vimeo.com/178712569 

2015

Progetto TOPPUNT


PROGETTO TOPPUNT è un progetto di ricerca ideato e realizzato dagli artisti Giulia Gazza e Francesco Romanelli. Nato nel 2015 il progetto è animato dalla volontà di mettere in connessione persone (artisti e non) con il luogo (domestico), cercando di attivare interpretazioni dello spazio in relazione alle esperienze personali e intime delle persone che lo abitano. Il rapporto tra il luogo e lo spazio risulta essere il fulcro della ricerca. Da un lato la stabilità del luogo (in questo caso la veranda, ma in un futuro, chissà?), con configurazioni significanti stabilite e sedimentate dalla tradizione e dal linguaggio e dall'altro la mobilità e il cambiamento che inequivocabilmente caratterizzano lo spazio. Riuscire a coniugare, in uno stesso ambiente, la dimensione del luogo ospitante e il luogo "praticato", dunque lo spazio, offre sperimentazioni creative per ripensare il rapporto tra media, luoghi e soggetti. 
Come? 
Attraverso micro-visioni temporanee progettate ad hoc per lo spazio indicato, ripensato e riprogettato di volta in volta, creando un ambiente in cui il pensiero dinamico, la mobilità di spirito e la condivisione attiva di un tempo/spazio sono alla base del procedere organico e spontaneo di questo progetto artistico.

Perchè TOPPUNT? Il termine preso in prestito dall'olandese, significa nella sua più immediata traduzione “momento di culmine”, ponendo pertanto la micro-visione non solo con l'accezione di momento culminante per la specifica opera esposta (la mostra), ma anche come momento di più alta condivisione. TOPPUNT non è acme finale dunque, ma punto di massima apertura.


http://progettotoppunt.wixsite.com/toppunt 

Fb / https://www.facebook.com/TOPPUNT-440342796165881/?fref=ts 

VIMEO / https://vimeo.com/user47886414

PROGETTO CTANKEP


Stalker è un progetto artistico che prende in prestito la forma della rivista. È un mensile spoglio di parole, consegnato al lettore in pagine completamente bianche. Stalker chiede collaborazione: abbiamo bisogno del vostro silenzio. Chiunque voglia partecipare alla rivista potrà farlo inviando un video di 30 secondi che sia testimonianza di tale silenzio. Nel breve filmato richiesto sono accetti suoni e rumori di sottofondo, accidentali o meno, è consentita qualsiasi inquadratura, il soggetto è libero, ma ogni parola è bandita. I video saranno recapitati all’indirizzo email Stalker@gmail.com e conservati come controprova di silenzio in archivio privato. Ogni mese la rivista sarà costituita da tante pagine quante saranno state le persone a parteciparvi, così che ad ognuno sia concessa la propria pagina bianca. I collaboratori del mese verranno annoverati nella pagina conclusiva di quel numero. (Perché?) Stalker desidera esprimersi senza la parola, dialogare per vie trasparenti, contraddire la semplicità dell’affermazione. È una presa di posizione che alza il tono, non i toni. È una rivista alla quale è possibile dare una lettura pur non potendo leggerla in senso convenzionale. Stalker si appropria di un linguaggio durante l’assenza di quest’ultimo, ovvero che dice, ma senza dire. Fuori e dentro ogni gioco di parole, Stalker gioca, non scherza. Azzarda un superamento: non denuncia, non polemica, non s’indigna, non proclama, non celebra, non assolve, ma al contrario si esenta, evita, si riduce alla forma minima. Non si occupa di informazione, di politica, di attualità, né del sociale. Stalker non è libera, ma è liberata, non è nulla se non il presidio del nulla. Stalker chiede in prestito all’arte la preziosità dell’inutile: non rappresenta, ma presenta se stessa e nient’altro. Non aggiunge, ma detrae. Abnega, sta composta, ma non si educa, non si conforma. Stalker è radicale, ma misurata. Stalker è incline, ma non di tendenza. Soprattutto Stalker è silente, ma non è muta. Stalker è tutto eccetto tutto e il contrario di tutto: è la sfumatura bianca che intercorre tra il silenzio e l’esperanto, fra l’assenza di suono e una lingua accessibile a tutti - nata morta, tra la solitudine della stanza vuota e la folla. Stalker è solo la linea, estremi esclusi.  Progetto di Giulia Gazza-Francesco Romanelli-Marco Vitale https://www.facebook.com/Сталкер-938232922940396/?fref=ts https://issuu.com/stalker00


QUASI NIENTE | FAZZOLETTO VERDE


progetto realizzato per Galeria Transparente (Rio de Janeiro-Brasile) a cura di Frederico Dalton. (Galeria Transparente - Portuguese for “Transparent Gallery” is an imaginary environment for art and photography exhibitions. It is a virtual art gallery.)


https://www.facebook.com/galeriatransparente/photos/a.1484376401840887.1073741828.1452624385016089/1745255705752954/?type=3&theater 

http://fredericodalton.wixsite.com/galeriatransparente

Quasi superficie | distaccato


Video /

progetto realizzato mediante volo in deltaplano (pilota:Michele Romanelli).